#spiegone: il referendum del 4 dicembre

Hai sentito che il 4 dicembre si vota per il referendum sulla riforma costituzionale: manca poco al voto e tu ancora non sai bene su cosa si vota e perché. Scorri le tue notizie di Facebook e i tuoi amici discutono, postano link a notizie che non hai modo di verificare, parlano di perché votare sì o no ma nel caos fatichi a farti un’idea.

Se hai voglia di prenderti pochi minuti per capirci qualcosa condivido con te questo post, che prometto sarà il più sintetico possibile. Queste sono quindi le informazioni utili e i motivi per cui, dopo aver studiato la riforma, ho deciso di votare sì.

Pensi che io sia di parte e quindi quello che dico sia falso o poco credibile? Dimmelo. Se trovi delle inesattezze o cose non vere scrivimi, parliamone. Quello che ho scritto di seguito è, per chiarezza, molto sintetico, ma sono pronta ad approfondire ogni singolo punto.
Sono di parte perché ho già deciso cosa votare, ma come ben sai non mi paga nessuno per votare sì o no: ho studiato il testo, ho organizzato e partecipato a incontri con professori costituzionalisti ed esperti per capirci qualcosa, mi sono confrontata più volte con chi la pensa diversamente da me. Iniziamo.

Su cosa si vota il 4 dicembre?

Il Parlamento ha approvato una legge di riforma costituzionale; sono state poi raccolte le firme per indire un referendum che coinvolgesse i cittadini direttamente, votando sì o no, per approvarla o respingerla.

Se si vota sì si approva la nuova riforma, se si vota no la si boccia. 
La scheda è questa:

quesito referendum 4 dicembre
quesito referendum 4 dicembre

Qui trovi il testo a fronte con le modifiche (cioè il testo attuale della Costituzione confrontato con quello riformato).

Cosa cambia con la riforma? 

La riforma costituzionale approvata dal Parlamento prevede, in sintesi:

  • modifiche al Senato, cioè eliminazione del cosiddetto “bicameralismo perfetto o paritario”:
    • oggi Camera e Senato hanno funzioni identiche (per questo si dice bicameralismo, due camere, perfetto, cioè identico): non sarà più così.
    • La Camera continuerà ad avere lo stesso numero di componenti e sarà il luogo principale dove verranno discusse ed approvate le leggi.
    • Non si rimbalzeranno più le leggi tra Camera e Senato, e verranno quindi discusse ed approvate in tempi più veloci.
    • Sarà solo la Camera ad avere il potere di sfiduciare il Governo.
    • Il nuovo Senato non sarà più composto da 315 membri ma da 100 componenti.
    • Questi 100 componenti saranno scelti dai cittadini, al momento delle elezioni locali, tra sindaci e consiglieri regionali per rappresentare i territori, e non riceveranno alcuno stipendio aggiuntivo.
    • In concreto quindi avremo dei rappresentanti del nostro territorio con voce in capitolo direttamente in Parlamento, e risparmieremo lo stipendio di 315 senatori.
    • Si occuperà di materie specifiche e rilevanti per i territori.
  • modifiche al rapporto tra Stato e Regioni, cioè al Titolo V della Costituzione:
    • attualmente non è chiara la competenza di molte materie, e spesso una stessa materia è gestita sia da norme statali che regionali.
    • Inoltre ogni regione fa a modo suo e questo crea, per una stessa questione, disagio ai cittadini e differenze tra le regioni.
    • La riforma mette ordine stabilendo con precisione quali cose sono di competenza dello Stato e quali delle regioni.
    • E stabilisce poi che questioni importanti siano decise, uguali per tutti, a livello nazionale (come ad esempio il turismo, le politiche attive del lavoro, la concorrenza e le infrastrutture strategiche).
  • eliminazione del CNEL: ma cos’è il CNEL?
    • è un organo consultivo istituito molti anni fa nell’ottica di favorire i rapporti tra le istituzioni e le parti sociali. Nella realtà non ha mai prodotto nulla diventando soltanto fonte di sprechi (costa almeno 20 milioni di all’anno) e garantendo stipendi a molte persone.

Perché in tanti vogliono votare no?

Prima di tutto perché ce l’hanno con il Governo, e con Renzi; pensano, votando no, di portare alle dimissioni di Renzi e del Governo. È un bene se il Governo cade? Non so cosa ne pensi, ma secondo me l’instabilità dei governi non è mai un bene per il paese. Se si vuole votare Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia o chiunque altro rispetto a Renzi e al Partito Democratico si potrà fare tranquillamente alle elezioni politiche. Quindi l’antipatia per Renzi non c’entra nulla il referendum del 4 dicembre.

Perché non gli piace la legge elettorale, ma non si vota su questo.
Votando no la legge elettorale non cambia, e non cambierà finché non si metterà d’accordo una maggioranza in Parlamento… Peccato che chi consiglia di votare no non abbia pronta una maggioranza per governare o cambiare la legge elettorale.

Molti politici poi hanno semplicemente paura di perdere poltrone e privilegi. Votando sì ci saranno 315 senatori in meno, e i 100 nuovi senatori non prenderanno un centesimo in più rispetto a quanto percepiscono per fare gli amministratori locali, e non è poco… Inoltre se il sistema di approvazione delle leggi è più chiaro e veloce si toglie la possibilità a molti parlamentari di rendersi indispensabili e attaccarsi alle poltrone grazie ai piccoli veti che possono continuamente imporre per bloccare ogni volta tutto.

Dicono che si danno più poteri al Governo: non è vero perché nessun articolo della Costituzione sui poteri del Governo viene modificato. Nessuno. 

Se si vota no resta tutto com’è: non si riduce il numero dei parlamentari, si continua a pagare lo stipendio a 315 senatori, si continua ad avere tempi lunghissimi per l’approvazione delle leggi, si continua a non sapere mai chi decide tra Stato e regioni e si continuano a sprecare soldi mantenendo l’organizzazione del CNEL e gli stipendi che elargisce.

Perché dovrei votare sì?

Perché è il momento di dimostrare che l’Italia può davvero cambiare.

Il voto del 4 dicembre infatti non è un voto politico, e anche votando no, non è detto che il Governo si dimetta, non è detto che si vada subito a votare, anzi. Dal centro destra già parlano di un governo da mettere in piedi per fare loro le riforme…

Quindi prova a pensare soltanto a quello su cui concretamente si vota, e che concretamente può cambiare o no in base al tuo voto.

Sei d’accordo che sia un’inutile complicazione avere due camere in Parlamento che fanno la stessa identica cosa? Votando sì puoi cambiare.

Non diciamo tutti da anni che dobbiamo avere meno parlamentari? Vota sì, e ne manderemo a casa 315.

Non diciamo da anni, tutti, che vogliamo risparmiare? Vota sì e lo faremo riducendo i parlamentari ed eliminando altri sprechi, come il CNEL.

Se queste cose ti sembrano ragionevoli, allora vota sì: si vota su questo, non su altro. Se non si cambiano queste cose, anche se ti sembra ancora troppo poco, non cambierà nulla. Non c’è una riforma alternativa pronta: non c’è nulla, e di certo nessuno ha pronta una riforma perfetta.

Per decidere chi deve stare al Governo e in Parlamento ci sono le elezioni politiche, e in quel momento potrai decidere di mandare a casa Renzi. 

Votando no il 4 dicembre decidi solo di lasciare tutto com’è e di lasciare il paese nella confusione: questo perché gli oppositori del referendum sono un gruppo che va dall’estrema destra all’estrema sinistra, dal Movimento 5 Stelle alla Lega, e loro non si metteranno mai d’accordo per cambiare qualcosa.