Libertà è anche non partecipazione

Un interessante pezzo di Claudio Giunta per IL24 Magazine.

Il valore della conversazione su argomenti politici è sopravvalutato: è giusto dire la propria ma anche, ogni tanto, non dirla. D’altronde, nelle pagine di Mill sulla libertà il verbo “ascoltare” ricorre più di “parlare”

L’urbanizzazione e i mass media, osservava Lasch, hanno stravolto il modo in cui si formano il carattere e le opinioni delle persone comuni: da un lato sostituendo quei “luoghi terzi” informali (il bar, il pub, la chiesa, le associazioni di quartiere) che plasmavano la vita della comunità con luoghi spersonalizzanti come il mall o le catene di fast food, o con i non-luoghi della tv; dall’altro subissando queste persone di informazioni per lo più irrilevanti anziché offrire loro «un vigoroso dibattito pubblico». Una proporzione opposta – poche informazioni, molto dibattito – aveva caratterizzato la sfera pubblica americana fino alla fine dell’Ottocento, ed è da allora, secondo Lasch, che inizia «il declino del dibattito politico».