Quando il giornalista non ne può più di sentirsi raccontare balle (era ora)

Sta iniziando a capitare spesso, e iniziamo a tenerne traccia.

Primo caso: Tucker Carlson, di Fox News, distrugge in diretta tv un impostore che millanta di possedere un sito per procurare manifestanti politici a pagamento. La notizia è falsa, il nome stesso dell’ospite è falsa, e il giornalista non vuole sentirne…

Questa è una truffa, la sua società non è reale, il vostro sito web è finto, quello che dite sono bugie e tutto quello che state facendo è uno scherzo. Ma mi permetta di cominciare dall’inizio, dal suo nome: Dom Tullipso, che non è il suo vero nome. È un nome falso, abbiamo fatto delle verifiche tramite fonti della polizia e questo nome non esiste. Quindi cominciamo dalla verità. Mi dica qual è il suo vero nome

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Secondo caso: Kellyanne Conway sta parlando alla trasmissione Meet the Press di NBC difendendo il portavoce della Casa Bianca, Bianca Sean Spicer, che ha portato avanti per Trump un attacco alla stampa dichiarando dati falsi sulla partecipazione all’insediamento del nuovo presidente Usa.
Le bugie diventano “fatti alternativi”, e la risposta di Chuck Todd è questa:

I “fatti alternativi” non sono fatti, sono falsità

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