28 anni fa moriva Enzo Tortora e no, non abbiamo imparato niente. Anzi

La vicenda è nota. È stata raccontata mille volte, ma mai abbastanza. Quella vicenda avrebbe dovuto cambiare il nostro rapporto con la giustizia. Invece, oggi lo possiamo dire, il caso Tortora fu solo una prova generale. Enzo Tortora affrontò il processo dichiarandosi sfrontatamente «estraneo», non semplicemente innocente, e affermando l’indecenza di quelle accuse nei suo confronti. Era vero: il nome sulla famosa agendina non era il suo, la storia dei centrini di Portobello una calunnia, i pentiti lo avevano accusato falsamente. Dopo una prima condanna a dieci anni, fu assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli il 15 settembre 1986. Morirà due anni dopo. Ma il processo e la distruzione di Tortora furono la prova generale di un sistema alimentato da un’opinione pubblica crudele e spietata. I processi dividono sempre, hanno una struttura classica che è fatta per dividere e contrapporre l’umanità tra innocentisti e colpevolisti. Una delle ragioni per cui esiste il principio di non colpevolezza è proprio evitare che questo gioco – perché è un gioco, non diverso dalle discussioni sulle formazioni da mettere in campo per un derby – non costi la pelle a chi ci si trova in mezzo.

Andrea Vigani

La legge sulla legittima difesa c’è già, e funziona

In merito alle modifiche sulle norme in tema di legittima difesa in discussione in questi giorni in Parlamento, consiglio la veloce lettura di questo pezzo, dal quale cito un significativo estratto:

Personalmente, se dovessi sentire dei rumori in casa, di notte, mi fingerei morto prima che possano accorgersi di me, ma capisco che qualcuno abbia un senso più eroico della famiglia, della roba, della difesa della casa e dei confini; ma se il pericolo è reale – o lo percepiamo come tale – la legge sulla legittima difesa esiste già, e funziona. Introdurre per legge la libertà di sparare nelle ore notturne, inducendo così in ogni possessore di arma il convincimento di un diritto di difesa assoluto e senza limiti, è una scelta pericolosa e incosciente, che accontenta i populismi e li fa regola morale, invece di combatterli. La vita dell’uomo che si introduce in casa di notte in cambio della tua percezione di sicurezza.