Di suicidio non si dovrebbe nemmeno parlare

E invece ne parliamo come se fosse la cosa più facile del mondo: Michele era un trentenne precario, si è ucciso. Una persona che lo ha conosciuto bene, la sua ex fidanzata, non la pensa così.

Vi scrivo perché voglio che si sappia che Michele non era solo un giovane precario come me e come tanti, e i motivi che lo hanno portato a non esserci più sono quella molteplicità di cose, che era, quelle tante cose che ciascuno di noi è

Due pezzi su questo tema segno qui, dicono una cosa che si tende sempre a dimenticare, forse perché genera pochi click, o perché appunto è complessa, e ormai se non riduciamo tutto all’osso non siamo contenti: la vita delle persone è complicata, non è sintetizzabile nel titolo di un giornale, la morte per suicidio lo è altrettanto, la depressione lo è altrettanto.

↬ Davide Piacenza, su Rivista Studio (da qui la citazione)
↬ Andrea Pomella, su Doppiozero