#spiegone: il referendum del 4 dicembre

Hai sentito che il 4 dicembre si vota per il referendum sulla riforma costituzionale: manca poco al voto e tu ancora non sai bene su cosa si vota e perché. Scorri le tue notizie di Facebook e i tuoi amici discutono, postano link a notizie che non hai modo di verificare, parlano di perché votare sì o no ma nel caos fatichi a farti un’idea.

Se hai voglia di prenderti pochi minuti per capirci qualcosa condivido con te questo post, che prometto sarà il più sintetico possibile. Queste sono quindi le informazioni utili e i motivi per cui, dopo aver studiato la riforma, ho deciso di votare sì.

Pensi che io sia di parte e quindi quello che dico sia falso o poco credibile? Dimmelo. Se trovi delle inesattezze o cose non vere scrivimi, parliamone. Quello che ho scritto di seguito è, per chiarezza, molto sintetico, ma sono pronta ad approfondire ogni singolo punto.
Sono di parte perché ho già deciso cosa votare, ma come ben sai non mi paga nessuno per votare sì o no: ho studiato il testo, ho organizzato e partecipato a incontri con professori costituzionalisti ed esperti per capirci qualcosa, mi sono confrontata più volte con chi la pensa diversamente da me. Iniziamo. Leggi tutto “#spiegone: il referendum del 4 dicembre”

L’unica certezza è che la cosa continua a vincere

Oggi Donald Trump ha vinto le elezioni e sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti d'America.

Se anche voi siete sconvolti e anche un po' impauriti, non aiutano le analisi che si iniziano a leggere online. È troppo presto per avere un'opinione su qualcosa di così profondamente nuovo, su qualcosa che ha sconvolto anni di elezioni che sono andate in un certo modo e poi bum, nella direzione opposta. La sensazione è di volta in volta più netta: non ci stiamo capendo niente.

(Tra qualche giorno posterò qualcosa su questo, sulla velocità con la quale ci formiamo delle opinioni).

Rileggo il pezzo di Luca Sofri dello scorso giugno che tenta di capire cosa sta succedendo; tenta di inquadrare questa cosa uscendo dai soliti schemi, anche perché ormai è davvero insensato continuare con quegli schemi. A distanza di mesi non ho ancora letto altre analisi così lucide.

Ieri, prima del caos, leggevo anche questo: "cose che succederanno se vince Trump". Ve lo consiglio oggi, citandone un estratto:

L’idea di una presidenza Trump come una parentesi provocatoria, magari divertente, un voto simbolico contro l’establishment democratico compromesso con le corporation, guerrafondaio, per quanto la si voglia intellettualizzare, si scontra con la realtà delle conseguenze che questa parentesi avrà nel mondo reale.

Insomma, non ci vogliamo mai credere, e poi le cose succedono. Cito Sofri:

…Non si può sconfiggere la sospensione della ragione e della logica con strumenti di ragione e logica, e se anche io qui scrivessi le cose più intelligenti e definitive di sempre – si fa per dire! -, sarebbe inutile: è come cercare di sconfiggere l’analfabetismo con un libro che insegna a leggere, o spiegare su Twitter come mai non sta funzionando internet.

…se continuiamo ad analizzare quello che sta succedendo con le stesse categorie mentali che l’hanno fatto succedere, che non si sono accorte che stava succedendo, che hanno pensato di tenerlo a bada o che passasse, presto ricorderemo Brexit come un periodo ancora tutto sommato normale.

Ecco, Brexit sembra un inciampo se pensiamo che oggi Trump è il Presidente degli Stati Uniti.

Prendiamoci il tempo di riflettere, di cercare di capire. Innanzitutto di capire che è cambiato tutto, e che le nostre previsioni sul futuro sono ormai certamente poco corrette. Gli appuntamenti elettorali del 2017 in Europa ora li vediamo certamente con un'ottica diversa (Germania, Francia). E come vediamo il referendum del 4 dicembre? Non ho risposte, solo la certezza che sarà meglio diffidare da chi ne ha già, troppe e troppo semplici.