Non avete la nostra fiducia

È uno degli slogan che oggi si sentivano a Roma, nelle manifestazioni degli indignati italiani, ed è anche la realtà (le manifestazioni di domani si consiglia di seguirle via twitter tramite gli hashtag #15ott e #15O, il secondo per le comunicazioni in inglese).

Non sto a sintetizzare anche qui cos’è successo oggi, c’è chi lo ha fatto egregiamente (ilpost.it a livello di cronaca, Andrea Sarubbi, deputato pd, tramite twitter e l’hashtag #opencamera e sul suo blog).

Sintetizzo solo i dati su cui ho riflettuto:

  • il governo ha ottenuto, di nuovo, la fiducia per 316 a 301: come al solito, al momento di fare la conta e mantenere il posto ci sono sempre tutti, niente di nuovo
  • l’opposizione ha deciso di non entrare in aula alla prima conta, per cercare di far mancare il numero legale; i radicali sono entrati. Il loro ingresso non è stato alla fine determinante, ma in ogni caso è uno strappo pesante dal punto di vista politico. Ci sono già commenti (qui e qui ad esempio) che condivido, e mi pare assurdo davvero provare a giustificare Pannella questa volta. Ha fatto un errore  politico enorme, tanto che non si parla del governo che risica l’ennesima conta, ma dell’opposizione divisa, as usual… Si sono venduti, non si sa per cosa, ma considerata la posta in gioco non è abbastanza importante quello che hanno ottenuto.

Cosa succede ora: Berlusconi ha anche il coraggio di gongolare, non si sa con quale ottimismo visto che il suo governo, matematica e mercanteggiamenti a parte, non riuscirà ad approvare nulla di serio.
L’opposizione protesta, si incavola coi radicali, ma spero prenda atto della situazione e abbandoni la farsa in parlamento, per parlare con i cittadini di proposte alternative, tanto questo governo prima o poi cade e noi si deve essere pronti.

A questo proposito non mi piace sicuramente la contrapposizione quasi armata Bersani/Renzi, ma aspetto con curiosità gli eventi della Leopolda e di Bologna (quest’ultimo targato CIvati/Serracchiani) aspettandomi idee, e perché no gente che scende in campo.

Nel frattempo il consiglio dei ministri approva la finanziaria (ora legge di stabilità), e, come sempre, tutti attaccati alle poltrone…

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