Surround Yourself with People Who Hold You to a Higher Standard than You Hold Yourself

Most people are a direct reflection of those around them. If the people around them have lower standards, they drop theirs’ as well. If the people around them have higher standards, they raise their game.
You’ve been around people who, simply by being around them, elevated your thinking and energy. Those are the kinds of people you need to surround yourself with. Those are the kinds of people you need to be like yourself, so that others are better simply by being around you.
The quality of your life and the quality of your work is determined by the standards you have for yourself, and the standards of those around you. If you’re fine doing mediocre work, than those around you are as well.

Benjamin P. Hardy, Thrive Global
Luca Sofri, Twitter

Se attacca schivarlo all’ultimo (il cinghiale)

Un meraviglioso esperto ci ha spiegato che fare in caso di incontro col cinghiale: non dargli le spalle, non guardarlo negli occhi, e se attacca schivarlo all’ultimo, come i toreri. L’ha detto davvero, abile mossa e olé, in punta di piedi. Di conseguenza i fan dei lupi si sono rianimati: proteggiamoli, che mangiano i cinghiali! E però, sarà per non farsi mangiare, ma tutti i cinghiali sembrano essersi trasferiti a Roma.

ᔥ Mattia Feltri, Buongiorno del 30/3/2017

Potete smettere di sforzarvi di essere gentili, non lo siete, e lo sappiamo

L’unico modo di uscire da questa dispercezione, conclude Usborne, sono i feedback esterni: se noi siamo convinti di essere più gentili della media, ma gli altri ci dicono che siamo degli stronzi, probabilmente hanno ragione gli altri.

Uno studio dello psicologo inglese Jonathan Freeman, che insegna all’università Goldsmiths di Londra, svela con metodo scientifico quello che più o meno potevamo già immaginare: siamo tutti più stronzi di quanto pensiamo.

Siamo tutti più stronzi di quanto pensiamo, Rivista Studio (14/3/2017)

Di suicidio non si dovrebbe nemmeno parlare

E invece ne parliamo come se fosse la cosa più facile del mondo: Michele era un trentenne precario, si è ucciso. Una persona che lo ha conosciuto bene, la sua ex fidanzata, non la pensa così.

Vi scrivo perché voglio che si sappia che Michele non era solo un giovane precario come me e come tanti, e i motivi che lo hanno portato a non esserci più sono quella molteplicità di cose, che era, quelle tante cose che ciascuno di noi è

Due pezzi su questo tema segno qui, dicono una cosa che si tende sempre a dimenticare, forse perché genera pochi click, o perché appunto è complessa, e ormai se non riduciamo tutto all’osso non siamo contenti: la vita delle persone è complicata, non è sintetizzabile nel titolo di un giornale, la morte per suicidio lo è altrettanto, la depressione lo è altrettanto.

↬ Davide Piacenza, su Rivista Studio (da qui la citazione)
↬ Andrea Pomella, su Doppiozero

Cose da leggere sulla società post fattuale

La c.d. società post fattuale sta diventando argomento di riflessione importante, per gli evidenti effetti e conseguenze che porta in ogni ambito. Siccome appunto se ne scrive molto, ho pensato a una soluzione per tener traccia dei tanti contributi interessanti che trovo e leggo, uno Storify.

Per chi non conoscesse lo strumento, si tratta di un sito che permette di creare un elenco organizzato di siti, link, video e insomma, contenuti di ogni tipo.

Quello che quindi sto curando sulla società post fattuale lo trovate qui, e sono gradite segnalazioni.