L’evoluzione del processo mediatico: il tribunale popolare

Ho già sostenuto, in un pezzo che ho linkato anche qui, come sia in atto una vera e propria trasformazione del sistema giudiziario, di come il processo non abbia più l’obiettivo di stabilire la verità sulla base dei fatti, ma di validare la prima impressione che l’opinione pubblica si è creata sui fatti, o quella che i media hanno avuto per qualche motivo interesse a sostenere.

Vi consiglio di leggere questo pezzo dal blog “la versione di chamberlain”, parla della sparata di Grillo di istituire tribunali popolari.

In fondo, cosa c’è di più democratico e rassicurante di una società in cui tutti sono controllori di tutti, nessuno può nascondere niente e tutti possono essere sottoposti in qualsiasi momento alla fonte battesimale del giudizio del popolo

Sul diritto all’informazione e la società post fattuale

Gli amici dell’associazione Cantù Oggi mi hanno chiesto di scrivere un contributo in tema di diritto all’informazione. Se si può parlare di diritto non solo all’informazione ma alla corretta informazione; sull’impatto che le bufale possono avere fino a diventare forma di discriminazione e cioè di ingiustizia.

Ho accettato, ben consapevole di dover trattare un argomento enorme e complesso, perché credo che il tema sia centrale in questo momento storico, ed è stato estremamente utile mettere parte delle mie riflessioni nero su bianco.

Avevo accennato a questo articolo nel ragionamento sull’elezione di Trump, lo trovate qui.